Quattro SI per il bene del paese!!! Referendum 12 e 13 Giugno 2011.
lunedì 13 giugno 2011
venerdì 13 maggio 2011
Dieci domande sul nucleare
Con questo articolo cercheremo di porre alcune domande "off limits" che nessun giornale o trasmissione "abilitata a far notizia" si è posto sino ad ora, nonostante con un po di ricerche autonome sia abbastanza facile dare risposta a certi quesiti.
Ed eccovi quindi dieci domande che non avete mai sentito e che probabilmente non vi siete mai posti. Al termine saranno elencati alcuni link che vi daranno una mano nel darvi una risposta.
1) Si torna al nucleare per avere un po di indipenza energetica dall'estero. Domanda: quali sono le nazioni che posseggono il famoso combustibile radioattivo? Quanta disponibilità ha l'italia in tal senso?
2) Si torna al nucleare perchè le scorte mondiali di greggio stanno esaurendosi. Domanda: a quanto ammontano le riserve mondiali di combustibile nucleare? Per quando è previsto l'esaurimento di questa risorsa tenendo conto solo delle centrali attualmente in funzione nel mondo?
Ed eccovi quindi dieci domande che non avete mai sentito e che probabilmente non vi siete mai posti. Al termine saranno elencati alcuni link che vi daranno una mano nel darvi una risposta.
1) Si torna al nucleare per avere un po di indipenza energetica dall'estero. Domanda: quali sono le nazioni che posseggono il famoso combustibile radioattivo? Quanta disponibilità ha l'italia in tal senso?
2) Si torna al nucleare perchè le scorte mondiali di greggio stanno esaurendosi. Domanda: a quanto ammontano le riserve mondiali di combustibile nucleare? Per quando è previsto l'esaurimento di questa risorsa tenendo conto solo delle centrali attualmente in funzione nel mondo?
Paradisi radioattivi: tutti i disastri nucleari provocati dall’uomo
Tutti conoscono Chernobyl, Three Mile Island e adesso Fukushima. Ma che dite di Semipalatinsk, Palomares e Kyshtym? Il mondo pullula di terre contaminate, come probabilmente già immaginavate, datasi la lungimiranza umana.
Nel trattare certi argomenti l’importante è non essere OALD. E che vuol dire? Vuol dire che non bisogna dire cose ormai fritte e rifritte e che sanno tutti. Ma con il nucleare forse è meglio rifriggere gli argomenti. Così, seguendo Der Spiegel, vi ricordiamo un po’ di disastrucci nucleari del passato, purtroppo non remoto quanto vorremmo.

Gli incidenti nucleari negli ultimi 50 anni
La storia del nucleare nel mondo, civile o militare che sia, è costellata da una miriade di incidenti ed esplosioni sperimentali che costituiscono ancora oggi la prima e più importante prova della sua pericolosità non solo per l'uomo, ma per l’intero pianeta.
I settori nei quali si sono verificati incidenti nella storia di questa tecnologia sono sostanzialmente tre: le applicazioni militari, energetiche e sanitarie (che per la verità rappresentano, da questo punto di vista, un ambito assai marginale).
Tra gli anni ‘50 e gli anni ‘80, solo per ricordare qualche dato, si verificano oltre un centinaio di incidenti nucleari, venti dei quali molto gravi. Sul versante militare si tratta soprattutto di sottomarini e portaerei che affondano nel Pacifico, nell'Atlantico e nel Mediterraneo portando con sé nelle profondità del mare decine di siluri e testate nucleari, mentre sul versante civile la storia dell’industria elettronucleare registra a sua volta una non irrilevante serie di eventi accidentali.
I settori nei quali si sono verificati incidenti nella storia di questa tecnologia sono sostanzialmente tre: le applicazioni militari, energetiche e sanitarie (che per la verità rappresentano, da questo punto di vista, un ambito assai marginale).
Tra gli anni ‘50 e gli anni ‘80, solo per ricordare qualche dato, si verificano oltre un centinaio di incidenti nucleari, venti dei quali molto gravi. Sul versante militare si tratta soprattutto di sottomarini e portaerei che affondano nel Pacifico, nell'Atlantico e nel Mediterraneo portando con sé nelle profondità del mare decine di siluri e testate nucleari, mentre sul versante civile la storia dell’industria elettronucleare registra a sua volta una non irrilevante serie di eventi accidentali.
SULLE CENTRALI NUCLEARI NON TUTTI SANNO CHE....
- Gli studi degli ultimi anni stanno posizionando questa tecnologia come la più costosa fra tutte.
- Nessun paese sta investendo nel nucleare, ad eccezione della Cina che però investe in tutto.
- Una nuova centrale nucleare in Finlandia è stata fermata perché il costo di costruzione continuava a crescere oltre ogni controllo.
- La Francia ha dichiarato che hanno troppe centrali e che probabilmente non ne costruiranno mai più.
Sistemi di sicurezza del reattore EPR
Riportiamo di seguito la versione integrale della dichiarazione congiunta del 2 novembre 2009 delle Agenzie per la sicurezza nucleare di Francia, Finlandia e Gran Bretagna che ha bocciato clamorosamente i sistemi di sicurezza del reattore EPR.
HSE - STUK - ASN
Dichiarazione congiunta sul reattore ad acqua pressurizzata EPR- L’Autorità per la sicurezza nucleare del Regno Unito (HSE-ND), l’Autorità per la sicurezza nucleare francese (ASN) e l’Autorità per la sicurezza nuclearefinlandese (STUK) stanno lavorando per la valutazione del Reattore ad acqua pressurizzata EPR.
Lo sapevate che... a proposito di nucleare.
- È necessario reperire ingenti quantità d’acqua per il raffreddamento di un Epr da 1600 MW (100mila litri al secondo) e la portata del fiume Garigliano non può garantire tale apporto, senza considerare che i cambiamenti climatici possono diminuirne ancora la portata mettendo in crisi i reattori nucleari come avvenne in Francia nel 2003 (la Francia consuma il 40 percento dell’acqua per il raffreddamento delle centrali);
- Le centrali Epr sono già tecnologicamente superate e pericolose;
- Nel novembre 2009, le autorità di vigilanza sull’energia nucleare di Francia, Gran Bretagna e Finlandia in una dichiarazione congiunta hanno intimato ad Areva di rivedere la concezione dell’apparato di sicurezza del prototipo Epr i cui primi reattori, tra aumento dei costi (da 3,5 a 5 miliardi di euro) e tempi che sembrano allungarsi all’infinito, sono in costruzione in Finlandia e in Normandia;
lunedì 2 maggio 2011
Comitato Referendum Caltanissetta. Quattro SI per il Bene del Paese
Si è costituito a Caltanissetta il Comitato per il Referendum del 12 e 13 giugno 2011, con la finalità di sensibilizzare tutta la cittadinanza alla partecipazione attiva e consapevole, organizzando incontri di approfondimento sulle tematiche in questione, iniziative di volantinaggio informativo e altre manifestazioni pubbliche a sostegno.
Al comitato hanno aderito Legambiente, Italia Nostra, Lipu, LAV, ARCI, ACLI, Protezione Civile, Pantere Verdi, Rete degli Studenti, Un'altra storia, Onde Donne in Movimento, Cultura Sviluppo e Legalità, Medici per l'ambiente, A Fera Bio, GAS...Bio, PD, IDV, SEL, PSI, ICS, PCL, PRC, Cobas.
L'azione operata dal Governo, che fissa la data per la celebrazione dei Referendum in modo da disincentivare la partecipazione al voto ed inserisce in un decreto-legge (il cosiddetto “decreto omnibus”), un maxi-emendamento col quale viene posticipata l'attuazione della politica nuclearista, è l'evidente tentativo perpetrato con una certa disinvoltura istituzionale, di scippare gli italiani della possibilità di partecipare attivamente alla costruzione del futuro del Paese.
L'efficacia della propaganda conseguente e relativa alla moratoria, è stata tale che la maggior parte dei cittadini crede già oggi che il referendum non verrà celebrato.
Il Comitato nasce dall'esigenza di supplire al totale silenzio dei principali mass-media, in risposta alla subdola azione del Governo che, anche attraverso le moratorie-truffa, tenta di impedire ai cittadini di dire la loro sulla privatizzazione dell'acqua, sulle centrali atomiche e sul legittimo impedimento.
Infatti il 12 e 13 giugno, si celebreranno i quattro referenda, che riguardano: la questione nucleare, la tutela dell’acqua come bene pubblico contro la sua privatizzazione (due quesiti) e la legge sul legittimo impedimento; affinché sia efficace, bisogna raggiungere il quorum del 50% degli elettori, necessario per la validità del pronunciamento popolare, è pertanto necessario il contributo di tutti per il ripristino delle regole democratiche che in Italia sono del tutto saltate.
Il Comitato è aperto a tutte le organizzazioni e ai cittadini che ne condividono le motivazioni.
Lo schieramento unitario e trasversale intende coinvolgere i cittadini nel respingere per la seconda volta nella storia del Paese la scelta nucleare per incentivare, invece, lo sviluppo delle fonti rinnovabili e il risparmio energetico, nel sostenere che la legge è uguale per tutti e nel ribadire che l'acqua è un bene non commerciale, garantito come diritto, e per questo non disponibile a speculazioni di natura commerciale o finanziaria.
Al referendum, per dire NO bisogna votare SI.
Al comitato hanno aderito Legambiente, Italia Nostra, Lipu, LAV, ARCI, ACLI, Protezione Civile, Pantere Verdi, Rete degli Studenti, Un'altra storia, Onde Donne in Movimento, Cultura Sviluppo e Legalità, Medici per l'ambiente, A Fera Bio, GAS...Bio, PD, IDV, SEL, PSI, ICS, PCL, PRC, Cobas.
L'azione operata dal Governo, che fissa la data per la celebrazione dei Referendum in modo da disincentivare la partecipazione al voto ed inserisce in un decreto-legge (il cosiddetto “decreto omnibus”), un maxi-emendamento col quale viene posticipata l'attuazione della politica nuclearista, è l'evidente tentativo perpetrato con una certa disinvoltura istituzionale, di scippare gli italiani della possibilità di partecipare attivamente alla costruzione del futuro del Paese.
L'efficacia della propaganda conseguente e relativa alla moratoria, è stata tale che la maggior parte dei cittadini crede già oggi che il referendum non verrà celebrato.
Il Comitato nasce dall'esigenza di supplire al totale silenzio dei principali mass-media, in risposta alla subdola azione del Governo che, anche attraverso le moratorie-truffa, tenta di impedire ai cittadini di dire la loro sulla privatizzazione dell'acqua, sulle centrali atomiche e sul legittimo impedimento.
Infatti il 12 e 13 giugno, si celebreranno i quattro referenda, che riguardano: la questione nucleare, la tutela dell’acqua come bene pubblico contro la sua privatizzazione (due quesiti) e la legge sul legittimo impedimento; affinché sia efficace, bisogna raggiungere il quorum del 50% degli elettori, necessario per la validità del pronunciamento popolare, è pertanto necessario il contributo di tutti per il ripristino delle regole democratiche che in Italia sono del tutto saltate.
Il Comitato è aperto a tutte le organizzazioni e ai cittadini che ne condividono le motivazioni.
Lo schieramento unitario e trasversale intende coinvolgere i cittadini nel respingere per la seconda volta nella storia del Paese la scelta nucleare per incentivare, invece, lo sviluppo delle fonti rinnovabili e il risparmio energetico, nel sostenere che la legge è uguale per tutti e nel ribadire che l'acqua è un bene non commerciale, garantito come diritto, e per questo non disponibile a speculazioni di natura commerciale o finanziaria.
Al referendum, per dire NO bisogna votare SI.
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